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CEDS, reclamo 170/2018: il Consiglio d'Europa ha già condannato l'Italia

Decisione sul merito del 26 gennaio 2022, pubblica dal 5 luglio 2022: violazione dell'articolo 1§2 e dell'articolo E in combinato con l'articolo 12§1 della Carta Sociale Europea Riveduta.

La richiesta del Comitato non nasce dal nulla: poggia su una decisione del Comitato Europeo dei Diritti Sociali, l'organo del Consiglio d'Europa che vigila sull'applicazione della Carta Sociale Europea. Il caso è il reclamo collettivo n. 170/2018, presentato dall'Unione Sindacale di Base e registrato il 9 agosto 2018.

Di cosa si discuteva

Il reclamo contestava l'uso abusivo dei contratti per "lavoratori socialmente utili" da parte di comuni ed enti pubblici in Sicilia e in Campania: persone impiegate con continuità in mansioni ordinarie, che sarebbero spettate a personale assunto in modo stabile, ma senza le tutele corrispondenti. Fra i profili sollevati c'era la discriminazione rispetto al personale di ruolo sul piano della protezione previdenziale.

Perché conta per gli ex articolisti

Il principio affermato è esattamente quello che sta alla base della vertenza: impiegare in modo continuativo lavoratori in attività di pubblica utilità senza versare i contributi utili ai fini pensionistici configura una discriminazione grave e ingiustificata rispetto al personale di ruolo, oltre che un abuso della condizione di precarietà. È su questa base che il Comitato fonda la propria azione legale e costituzionale.

Documentazione ufficiale sul sito del Consiglio d'Europa, sezione Carta Sociale Europea, reclamo n. 170/2018 — Unione sindacale di base (USB) c. Italia.

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